venerdì 10 settembre 2010
La torta frollosa di Archimede
Archimede è un soprannome scherzose che ho affibbiato a lei.
Un genietto gentile, disponibile e generoso che ho finora conosciuto solo virtualmente su Coquinaria, ma che non dispero un giorno di abbracciare veramente, perchè mi piace tanto.
Questa è una delle sue genialate, quella che le ha regalato l'avatar di Archimede.
frolla:
500 grammi di farina (io in questa torta ho fatto 300 gr. farina 00 e 200 farina integrale)
200 grammi di burro
sale q.b.
2 uova intere medie
la scorza di un limone non trattato
200 gr. di zucchero a velo
vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
per 1 bicchiere di acqua o latte
per farcire:
fichi q.b.
2 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di rhum
Fare la frolla e metterla in frigo mezz'oretta o più.
Con 2/3 dell'impasto foderare una tortiera.
Distribuire i fichi fatti prima macerare nel rhum e zucchero di canna
(qui si può mettere qualsiasi frutto o marmellata, a vostra scelta)
Prendere la pasta rimasta (1/3) e metterla nel robot. Aggiungere il liquido (acqua o latte)
e frullare (io ho aggiunto anche il rhum dei fichi)
Versare questo composto nella tortiera, sopra la frutta e cuocere a 180° mer 30 minuti.
E' o no una genialata?
Grazie Silvietta!!
giovedì 2 settembre 2010
Torta soffice marzapane e prugne
Una torta da forno. Di quelle che ti danno la carica al mattino, a colazione. Molto versatile. Basta andare nel cesto della frutta ed usare quella che più ci ispira. Oggi prugne!
(ho usato una teglia 30x30)
1,5 kg. di prugne (a occhio)
150 gr. di marzapane (io ho usato P.Angeli)
150 gr di burro morbido
150 gr. di zucchero
150 gr. di yogurt (io avevo un vasetto da 125 ed ho aggiunto un po' di panna)
100 gr. di semolino
5 uova
1 presa di sale
200 gr. di farina
1 bustina di lievito per dolci
mandorle a filetti o a scaglie
buccia di limone grattugiata
zucchero a velo
Lavorate il burro morbido con il marzapane. Aggiungete lo zucchero, lo yogurt, il semolino, le uova, il sale, la scorza di limone e lavorate bene il tutto. Miscelate la farina, il semolino e il lievito e aggiungete poco per volta.
Stendete la pasta in una teglia unta. Disponete le prugne tagliate a metà in fila come tanti soldatini, premendo leggermente. Aggiungete le mandorle e infornate a 180° per 25 minuti circa. Una volta fredda spolverate con zucchero a velo.
(ho usato una teglia 30x30)
1,5 kg. di prugne (a occhio)
150 gr. di marzapane (io ho usato P.Angeli)
150 gr di burro morbido
150 gr. di zucchero
150 gr. di yogurt (io avevo un vasetto da 125 ed ho aggiunto un po' di panna)
100 gr. di semolino
5 uova
1 presa di sale
200 gr. di farina
1 bustina di lievito per dolci
mandorle a filetti o a scaglie
buccia di limone grattugiata
zucchero a velo
Lavorate il burro morbido con il marzapane. Aggiungete lo zucchero, lo yogurt, il semolino, le uova, il sale, la scorza di limone e lavorate bene il tutto. Miscelate la farina, il semolino e il lievito e aggiungete poco per volta.
Stendete la pasta in una teglia unta. Disponete le prugne tagliate a metà in fila come tanti soldatini, premendo leggermente. Aggiungete le mandorle e infornate a 180° per 25 minuti circa. Una volta fredda spolverate con zucchero a velo.
venerdì 27 agosto 2010
Torta stravaganza
Io sono una copiona! Messo da parte Montersino, questa volta sono andata a spulciare il blog di Eryn, che trovo bellissimo, o comunque vicino ai miei gusti! Lei fa tutte cose che mi piacciono. Peccato che da qualche mese non scriva più!
Mi dispiace non avere la foto dell'interno di questa torta, perchè molto particolare. Comunque, se cliccate sul link del blog, potete vederlo.
E' composto da:
un disco di pasta alle mandorle
una bavarese ai lamponi
dei bignè farciti di crema alle mandorle inseriti nella bavarese
una mousse di frutti di bosco
decorazione con cioccolato bianco (facoltativa) e mandorle tostate.
..........ho cominciato a scrivere la ricetta, ma è lunghissima!!!Dai, perdonatemi. Se cliccate sul link la trovate!!
Per la decorazione, ho steso del cioccolato bianco su carta forno, pretagliata a misura della torta.
Con un cornetto ho fatto dei ghirigori su un lato per creare l'effetto che vedete.
lunedì 16 agosto 2010
Crostata ananas e lamponi
Dopo la torta di fichi il libro di Montersino era rimasto sul ripiano della cucina. Qui, purtroppo, si può già tranquillamente accendere il forno. Sembra quasi che l'estate sia già finita! E allora, dopo una telefonata con un invito a cena, ho fatto un'altra delle sue torte meravigliose!
L'ho un po' riadattata. La sua versione è gluten-free. Io avevo la frolla già fatta ed ho usato la mia.
400 gr. di frolla
1 barattolo di ananas sciroppato
200 gr. di panna fresca
100 gr. di latte intero fresco
90 gr. di tuorli
150 gr. di zucchero
1 bacca di vaniglia
20 gr. di fecola di patate
(io per questa torta ho fatto 1 dose e mezza)
lamponi freschi
gelatina neutra
Foderate con la frolla una teglia di 24 cm. di diametro.
Disponete sul fondo le fette di ananas (meglio tagliarle a pezzi per poter tagliare meglio le fette).
Far scaldare il latte con la panna e la bacca di vaniglia aperta. A parte mescolare i tuorli con lo zucchero e la buccia di limone e, quando il latte comincia a bollire, versare il composto nel latte. Mescolare con una frusta e appena si rapprende, lasciare ancora un paio di minuti sul fuoco e spegnere.
Versare la crema nella tortiera e cuocere a 220° per 20 minuti (io a 200° per 30 minuti.).
Una volta fredda lucidare con gelatina neutra e decorare con i lamponi, metà dei quali passati nello zucchero semolato.
domenica 15 agosto 2010
Torta al miele e mascarpone con Aspic di Moscato di L.Montersino

Le sue ricette sono una garanzia!
Superproduzione di fichi. E allora, ecco la migliore destinazione che hanno avuto!
Pan di Spagna al miele: (io ho usato pds tradizionale che avevo già fatto)
120 gr. Di uova
30 gr. Di tuorli
100 gr. Di miele di acacia
100 gr. Di farina debole
10 gr. Di fecola
Montate le uova con i tuorli e il miele. Aggiungete la farina e la fecola. Cuocete a 190° per 15 minuti.
Per la mousse al mascarpone:
170 gr. Di miele ai fiori di acacia
20 gr. Di acqua
100 gr. Di tuorli
250 gr. Di panna
250 gr. Di mascarpone
12 gr. Di colla di pesce in fogli
1 baccello di vaniglia
Cuocete il miele a 121° e versatelo a filo sui tuorli precedentemente montati con i semi di vaniglia estratti dal baccello. Unite la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata. Lasciate raffreddare e incorporate la panna montata insieme al mascarpone.
Per l’aspic di moscato:
400 gr. Di vino moscato
80 gr. Di miele
16 gr. Di colla di pesce
Fichi q.b.
Pulite i fichi, tagliateli a fette e sistemateli nell’anello di acciaio (24 cm.)
Scaldate il miele, scioglietevi la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata e unite il Moscato. Miscelate bene e versate sopra alle fette di fichi. Fate raffreddare e rapprendere in frigo.
Per i fichi caramellati:
250 gr. Di fichi
60 gr. Di miele
20 gr. Di aceto balsamico
4 gr. Di colla di pesce
Caramellate il miele, unite i fichi a pezzi, fate rapprendere e aggiungete l’aceto balsamico; togliete dal fuoco e unite la colla di pesce.
Bagna al miele:
80 gr. Di miele
20 gr. Di maraschino
100 gr. Di acqua
Scaldate tutti gli ingredienti.
Disponete i fichi nel cerchio e versate l’aspic di Moscato. Una volta raffreddato versate metà mousse al mascarpone, mettete le fettine di pandispagna. Pennellate con la bagna al miele. Disponete i fichi caramellati, la restante mousse e coprite con altre fettine di pds e bagnatele.
Mettete nel congelatore. Io l’ho tolto la sera prima e messo in frigo.
Una volta capovolto, decorate i bordi con lamelle di mandorle tostate.
Superproduzione di fichi. E allora, ecco la migliore destinazione che hanno avuto!
Pan di Spagna al miele: (io ho usato pds tradizionale che avevo già fatto)
120 gr. Di uova
30 gr. Di tuorli
100 gr. Di miele di acacia
100 gr. Di farina debole
10 gr. Di fecola
Montate le uova con i tuorli e il miele. Aggiungete la farina e la fecola. Cuocete a 190° per 15 minuti.
Per la mousse al mascarpone:
170 gr. Di miele ai fiori di acacia
20 gr. Di acqua
100 gr. Di tuorli
250 gr. Di panna
250 gr. Di mascarpone
12 gr. Di colla di pesce in fogli
1 baccello di vaniglia
Cuocete il miele a 121° e versatelo a filo sui tuorli precedentemente montati con i semi di vaniglia estratti dal baccello. Unite la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata. Lasciate raffreddare e incorporate la panna montata insieme al mascarpone.
Per l’aspic di moscato:
400 gr. Di vino moscato
80 gr. Di miele
16 gr. Di colla di pesce
Fichi q.b.
Pulite i fichi, tagliateli a fette e sistemateli nell’anello di acciaio (24 cm.)
Scaldate il miele, scioglietevi la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata e unite il Moscato. Miscelate bene e versate sopra alle fette di fichi. Fate raffreddare e rapprendere in frigo.
Per i fichi caramellati:
250 gr. Di fichi
60 gr. Di miele
20 gr. Di aceto balsamico
4 gr. Di colla di pesce
Caramellate il miele, unite i fichi a pezzi, fate rapprendere e aggiungete l’aceto balsamico; togliete dal fuoco e unite la colla di pesce.
Bagna al miele:
80 gr. Di miele
20 gr. Di maraschino
100 gr. Di acqua
Scaldate tutti gli ingredienti.
Disponete i fichi nel cerchio e versate l’aspic di Moscato. Una volta raffreddato versate metà mousse al mascarpone, mettete le fettine di pandispagna. Pennellate con la bagna al miele. Disponete i fichi caramellati, la restante mousse e coprite con altre fettine di pds e bagnatele.
Mettete nel congelatore. Io l’ho tolto la sera prima e messo in frigo.
Una volta capovolto, decorate i bordi con lamelle di mandorle tostate.
giovedì 8 luglio 2010
LORO NON SCRIVONO... FACCIAMOLO NOI!
Dal blog di Anna
......Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono voi fate girare
......Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono voi fate girare
lunedì 5 luglio 2010
Il battesimo di Sara
Altro battesimo.
Questa volta pandispagna con bagna all'amaretto.
Farcito con mousse di pesche e decorato con pasta di zucchero.
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